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SELINUNTE

Comune: Castelvetrano

Piazza Umberto I°, 1
Tel. 0924-909111

Abitanti: 30.890

Territorio: 20.707 ha

C.A.P.: 91026

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Selinunte fu fondata nel VII secolo a. C. da coloni di Megara Hyblaea.
Fu la più occidentale delle colonie greche della Sicilia, tra gli Elimi di Segesta e i Fenicio-Punici di Mozia.
Per due secoli fu ricca e potente, popolosa di circa 80.000 abitanti, su una collinetta calcarea tra due fiumi, il Modione (l'antico Selinus) e il Cottone, sulle cui rive cresceva il prezzemolo selvatico (il selinus, appunto, da cui deriva il nome di Selinunte).
La città ben presto estese i propri domini fondando Eraclea Minoa e impadronendosi altresì di un vasto territorio interno fino alle foci del Platani.
Divenne la più grandiosa delle città della Sicilia occidentale, specie per i suoi colossali templi, gli unici tra quelli siciliani che furono decorati con sculture; strinse alleanze con i greci e i siracusani, ma non riuscì mai a sistemare le cose con la rivale Segesta, con cui era perennemente in guerra.
Così, nel 409 a. C. i segestani, con l'alleata Cartagine, inflissero la sconfitta decisiva e la città fu distrutta completamente. Gli storici narrano di una vera e propria strage: 16.000 morti, 5.000 ridotti in schiavitù, ogni edificio fu saccheggiato e distrutto, compresi i magnifici templi.
Selinte non riuscì mai più a risollevarsi nonostante il vano tentativo del siracusano Ermocrate, che fece ricostruire le mura.
Alla fine del III secolo a. C. i Cartaginesi la rasero definitivamente al suolo per non farla cadere nelle mani dei Romani.
Non ci sono tracce di altri insediamenti fino alla dominazione bizantina. In quel periodo si stabilirono qui eremiti e comunità religiose, e più tardi, durante la dominazione araba, delle tribù musulmane.
Col passare degli anni di Selinunte si era perso anche il nome, fino a che, nel '500, la gloriosa città fu riscoperta dallo storico Fazello e nell'800 iniziarono una serie di campagne di scavi per riportarla alla luce.
Dal 1993 il sito (270 ettari di terreno) è stato istituito Parco Archeologico, onorato di essere tra i più importanti del Mediterraneo e d'Europa.
La visita dei resti archeologici inizia dai templi orientali indicati dalle lettere E, F e G, che sorgono su una collina al di fuori dell'acropoli.
Ad ovest troviamo invece l’Acropoli cinta da mura di 2-3 metri di spessore in cui sono state riconosciute diverse torri e porte. Qui si trovano gli altri templi, A, B, C e D, di cui quello C è il più grande dell'Acropoli.
A nord dell’Acropoli, sulla collina di Manuzza, si trova la città vera e propria che, purtroppo, è ancora quasi totalmente sepolta.
Nel vasto parco archeologico, oltre ai templi, è possibile ammirare i resti di numerosi edifici (sacri, pubblici e privati) e delle imponenti fortificazioni. Gli scavi, inoltre, hanno portato alla luce molti reperti tra cui vasi dipinti, statuette, utensili, monete, etc. che si trovano in gran parte custoditi presso il Museo Nazionale di Palermo.

 

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