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Selinunte fu fondata nel VII secolo a. C.
da coloni di Megara Hyblaea. Fu la più occidentale delle colonie greche
della Sicilia, tra gli Elimi di Segesta e i Fenicio-Punici di
Mozia. Per due secoli fu ricca e potente, popolosa
di circa 80.000 abitanti, su una collinetta calcarea tra due
fiumi, il Modione (l'antico Selinus) e il Cottone, sulle cui
rive cresceva il prezzemolo selvatico (il selinus, appunto, da
cui deriva il nome di Selinunte).
La città ben presto estese i propri domini
fondando Eraclea Minoa e impadronendosi altresì di un vasto
territorio interno fino alle foci del Platani.
Divenne la più grandiosa delle città
della Sicilia occidentale, specie per i suoi colossali templi,
gli unici tra quelli siciliani che furono decorati con
sculture; strinse alleanze con i greci e i siracusani, ma non
riuscì mai a sistemare le cose con la rivale Segesta, con cui
era perennemente in guerra.
Così, nel 409 a. C. i segestani, con l'alleata Cartagine,
inflissero la sconfitta decisiva e la città fu distrutta
completamente. Gli storici narrano di una vera e propria
strage: 16.000 morti, 5.000 ridotti in schiavitù, ogni
edificio fu saccheggiato e distrutto, compresi i magnifici
templi. Selinte non riuscì mai più a risollevarsi
nonostante il vano tentativo del siracusano Ermocrate, che
fece ricostruire le mura. Alla fine del III secolo a. C. i
Cartaginesi la rasero definitivamente al suolo per non farla
cadere nelle mani dei Romani.
Non ci sono tracce di altri insediamenti
fino alla dominazione bizantina. In quel periodo si
stabilirono qui eremiti e comunità religiose, e più tardi,
durante la dominazione araba, delle tribù musulmane.
Col passare degli anni di Selinunte si era
perso anche il nome, fino a che, nel '500, la gloriosa città
fu riscoperta dallo storico Fazello e nell'800 iniziarono una
serie di campagne di scavi per riportarla alla luce.
Dal 1993 il sito (270 ettari di terreno) è
stato istituito Parco Archeologico, onorato di essere tra i
più importanti del Mediterraneo e d'Europa.
La visita dei resti archeologici inizia dai templi orientali
indicati dalle lettere E, F e G, che sorgono su una collina al
di fuori dell'acropoli. Ad ovest troviamo invece l’Acropoli cinta
da mura di 2-3 metri di spessore in cui sono state
riconosciute diverse torri e porte. Qui si trovano gli altri
templi, A, B, C e D, di cui quello C è il più grande
dell'Acropoli. A nord dell’Acropoli, sulla collina di
Manuzza, si trova la città vera e propria che, purtroppo, è
ancora quasi totalmente sepolta.
Nel vasto parco archeologico, oltre ai templi, è possibile
ammirare i resti di numerosi edifici (sacri, pubblici e
privati) e delle imponenti fortificazioni. Gli scavi, inoltre,
hanno portato alla luce molti reperti tra cui vasi dipinti,
statuette, utensili, monete, etc. che si trovano in gran parte
custoditi presso il Museo Nazionale di Palermo.
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