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SEGESTA

Comune: Calatafimi Segesta

Via G. Marconi, 1
tel. 0924-954619

Abitanti: 8.200 

Territorio: 155 kmq

C.A.P.: 91013

 

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Segesta è arroccata sul Monte Barbaro, a circa 400 metri sul livello del mare.
Secondo la tradizione, il nome deriva dalla ninfa Egesta che aveva dato, secondo la leggenda, ospitalità ad Enea durante le sue peregrinazioni.
Egesta o Segesta fu uno dei principali centri del popolo elimo e divenne anche il più potente.
La città fu fondata presumibilmente tra il XII e il XI secolo a.C.
Della sua storia fanno parte le continue lotte con la nemica Selinunte per i confini segnati dal fiume Mazaro. Per questo ricorse all'aiuto di Cartagine, con cui si alleò nel VI secolo; poi, dopo la battaglia di Himera nel 480 a. C., si affiancò ad Atene. Nello scopo di liberarsi dell'eterna rivale, la spedizione, condotta da Alcibiade, si concluse con una disfatta.
Nel 409 a.C. si scatenò una nuova guerra e, questa volta, i segestani chiesero aiuto ai cartaginesi che, al comando di Annibale, assediarono e distrussero Selinunte.
Fu assediata da Dionigi di Siracusa e poi, sconfitti i cartaginesi, fu presa da Timoleonte e successivamente da Agatocle.
Per liberarsi dai Greci si unì a Pirro, ma quando quest'ultimo si ritirò, la città cadde nuovamente nelle mani di Cartagine.
Ritrovò il suo splendore con i romani, ma nell'alto Medioevo, dopo la distruzione e il saccheggio dei Vandali, Segesta scomparve definitivamente dalla scena.
Oggi dell’antica città rimane poco o nulla; solo da pochi anni, attraverso un'importante campagna di scavi, sono stati portati alla luce cospicui resti dell'antica città.
Ai lati opposti del monte Barbaro sono invece conservati in modo straordinario due "cattedrali": il grandioso tempio dorico ed il teatro greco.
Il tempio è posto sull'altura occidentale del monte e si presenta in perfette condizioni. Venne innalzato nella metà del V secolo a. C., all'epoca delle aspre contese con Selinunte, sui resti di una precedente costruzione.
E' composto da una base di gradini sui quali si innalzano trentasei colonne, di circa dieci metri, che sorreggono la trabeazione (di circa tre metri e mezzo) e i due frontoni, regalando uno spettacolo unico e grandioso. Si presenta però incompiuto e non si sa il perché: le colonne non furono scanalate e non vi sono tracce di copertura.
Sull'estremità orientale, sulla cima più alta del monte, vi è il meraviglioso teatro greco. Risale alla seconda metà del II secolo a. C., poteva contenere circa 4.000 spettatori. La cavea, di 63 metri di diametro, è ricavata dalle pendici della collina e conta 20 gradinate superstiti divise in sette cunei.
E' rivolto verso nord, di fronte al Monte Inici, in direzione del Golfo di Castellammare ed è proprio per questa particolare posizione che si gode di un panorama davvero suggestivo.
D'estate, ogni due anni, l'Istituto nazionale del dramma antico, in collaborazione con l'Azienda Provinciale di Trapani, allestiscono spettacoli teatrali di successo tratti dai grandi commediografi latini che si alternano alle tragedie greche di Siracusa. Lo scopo dell'iniziativa è quella di rendere il teatro "scena millenaria per i classici del mondo".

 

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