|
Il rapimento di Proserpina
Cerere, sorella di Giove, era la dea delle messi, colei che
aveva insegnato agli uomini a coltivare e rendere fertili i
campi. Cerere aveva un incantevole figlia di nome Proserpina.
Un giorno mentre la fanciulla era intenta a raccogliere dei
fiori, si aprì la terra davanti ai suoi piedi e da lì uscì
Plutone, dio degli inferi, che afferrò la giovine e la portò
nel suo regno per farla sua sposa. La madre, allarmata dalle
grida della figlia, accorse immediatamente ma non trovò
nessuno, allora iniziò a peregrinare per tutta la Sicilia in
cerca della figlia. La leggenda vuole che fu proprio durante
questo peregrinare che a Cerere cadde la falce che diede
origine alla città di Trapani. La ricerca però non portò
nessun risultato, Cerere era disperata, fino a quando Elios,
dio del sole, non gli svelò l’accaduto. La dea, allora, si
rivolse al fratello Giove per riavere la figlia ma, il padre
di tutti gli dei non volle acconsentire alla richiesta. Cerere, distrutta dal dolore e dal tradimento del fratello,
decise di ritirarsi e di lasciare la cura dei campi. La terra,
quindi, iniziò a non produrre più i suoi frutti e
cominciarono ad arrivare le carestie, che portarono allo
sterminio di intere popolazioni. Giove, preoccupato, tentò di
convincere la sorella a ritornare ad occuparsi della terra,
Cerere dal canto suo ripeteva che lo avrebbe fatto solo se
avesse riavuto indietro la figlia, la quale però aveva ormai
perso la verginità, diventando a tutti gli effetti la sposa
di Plutone. Giove, allora, non potendo restituire
definitivamente la figlia a Cerere, decise che Proserpina
sarebbe ritornata ogni anno dalla madre, nel periodo che va
dalla stagione primaverile fino all’epoca del raccolto,
cioè autunno inoltrato. La leggenda narra che ogni anno Proserpina risalga dalle
viscere della terra portando il soffio primaverile dell’abbondanza,
per poi scomparire con l’arrivo dei primi freddi invernali.
Il Gigante Tifeo
Una leggenda narra che la Sicilia sia sostenuta da un
gigante, Tifeo, il quale sulla mano destra sorregge Messina,
sulla sinistra Pachino e con le ginocchia Trapani, mentre
sulla testa gli grava l’Etna. Ogni qualvolta tenta di
muoversi fa tremare l’intera isola, provocando quindi i
terremoti. Tifeo venne condannato a questo supplizio perché
osò sfidare gli dei, impadronendosi della sede del cielo.
Erice
Figlio di Venere e dell’argonauta Bute, fu re degli Elimi
e fondò la città che da lui prese il nome: Erice. Costruì
un meraviglioso tempio in onore della madre. Rimase ucciso
nello scontro con Eracle, nel tentativo di sottrargli i buoi
di Gerione.
La Fata Morgana
Morgana, sorella del re Artù, venuta a visitare la
Sicilia, abbia deciso di rimanerci, stabilendo la sua dimora
tra l’Etna e lo stretto di Messina. Si narra che da più di
mille anni ogni tanto esca dall’acqua con un cocchio
trainato da sette cavalli e, gettando tre sassi nell’acqua,
traccia dei segni nel cielo: il mare a questo punto diventa di
cristallo e su di esso compaiono immagini di città. In
realtà quello della Fata Morgana non è altro che un fenomeno
ottico, che si può ammirare spesso nell’isola di Favignana
e nello stretto di Messina. Il fenomeno è molto simile a
quello dei miraggi nel deserto, e nel passato molti naviganti
vennero tratti in inganno andando a naufragare lungo la costa.
|