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LA PROCESSIONE DEI MISTERI DI TRAPANI

La più importante manifestazione di carattere religioso che si svolge nella città di Trapani, è senza dubbio la processione dei "Misteri" del Venerdì Santo. Ogni anno attira nella città migliaia di fedeli, turisti e curiosi che non perdono l'occasione per ammirare questa centenaria tradizione popolare del trapanese.
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Il nome dei "Misteri" venne dato nel medioevo a quelle forme primitive di drammatica popolare, ispirate al fervore della fede e della pietà in cui si rappresentano scene della Passione del Cristo.
La processione dei Misteri ripercorre la passione del Cristo fino alla Sua morte ed è composta da venti gruppi ognuno dei quali, per tradizione, appartiene ad un ceto che né cura ogni aspetto riguardante sia la conservazione che i preparativi per la cerimonia.
I gruppi sono dei pregevoli lavori in legno con panneggiamenti in tela e colla, artisticamente mimati e di dimensioni quasi reali, creati dagli antichi scultori trapanesi del XVII secolo che, per la loro maestria, fecero soprannominare Trapani la "Firenze" della Sicilia.
La prima "nisciuta" dei misteri risale al 1603, e vi presero parte solo cinque dei venti gruppi sacri che oggi conosciamo.
Le prime opere furono costruite agli inizi del 600' da scultori locali tra i quali citiamo Scudaniglio, Castelli, Gervasi, Di Chiazza e Saporita. Esse erano: "L'Arresto", "L'Ascesa al Calvario", "Gesù dinnanzi ad Hannan", "La Sollevazione della croce", "La Flagellazione", a questi vanno aggiunti "Ecce Homo" e la "Deposizione dalla croce" ad opera dello scultore Milanti.
Nei primi del XVIII secolo, Mario Ciotta scolpì la "Separazione o Partenza" e la "Lavanda dei piedi", mentre Antonio Nolfo creava "L'Incoronazione di spine".
Il gruppo del "Trasporto di Gesù al sepolcro" fu invece creato da Giacomo Tartaglia, mentre i gruppi "Gesù all'orto dei Jetsmani", "La Negazione" e "Gesù dinnanzi a Erode Antipa" furono eseguiti da Baldassarre Pisciotta.
Nella seconda metà del XVIII secolo furono i fratelli Nolfo a completare i gruppi con "La Spogliazione", "La Sentenza", "La Ferita al costato o Crocifissione" e "La Caduta al Cedron". Ai gruppi citati va' aggiunto nel XIX secolo "L'Urna o Gesù nel Sepolcro" di autore sconosciuto e, sempre nello stesso secolo, fu introdotta "L'Addolorata", opera del Milanti che conclude la processione.
Molti dei gruppi sopra citati non sono però giunti a noi in forma originale. "L'Ascesa al Calvario" e "La Flagellazione" furono interamente rifatti: il primo dallo scultore Giuffrida, in seguito ad un incendio e il secondo dal Croce, distrutto a causa della caduta dei portatori. Ad essere stati ricostruiti, seppur in maniera parziale, sono i gruppi "L'Incoronazione di spine", "Il Trasporto al sepolcro", "La Crocifissione", "La Deposizione dalla croce", "Gesù dinnanzi ad Hannan" e "La Sollevazione della croce", colpiti tutti dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale.
Dal venerdì al sabato un grande concorso di folla e numerose bande musicali accompagneranno i gruppi portati a spalla dai "massari" con una caratteristica andatura, chiamata comunemente "annacata".

 

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