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La festività della Madonna di Trapani cade
il 16 agosto e, così come i Misteri e la festa del patrono,
coinvolge in modo particolare il devotissimo popolo trapanese.
Nel periodo della "quindicina",
che va dal 1° al 15 Agosto, i fedeli di Maria vanno a farle
visita da ogni parte della provincia. Per chiedere la grazia
alla Vergine intraprendono il "viaggio" a piedi
dalle loro abitazioni fino alla Basilica dove poi di
raccoglieranno in preghiera. E' appunto il Santuario della
Basilica dell'Annunziata che custodisce il miracoloso
simulacro di Maria SS. di Trapani.
Sull'arrivo a Trapani della Sacra Scultura,
numerose sono le storie che la riguardano, ed in particolare
fra di esse una merita di essere citata. Un manoscritto,
chiamato "Rollo", d'autore ignoto, spiega che la
suddetta SS. Immagine era venerata nella chiesa di un
cavaliere cristiano chiamato Guerreggio. Detta Immagine, per
tradizione, si ritiene fu trasportata in Terra Santa
dall'isola di Cipro, dove fu creata nell'anno 733. Ben presto
però essendo i cristiani in pericolo a causa dell'espansione
dell'impero turco, dovettero fuggire in occidente portandosi
con se la Sacra Immagine per non lasciarla agli infedeli.
Partiti dalla Siria, con una nave veneziana diretti a Pisa,
ebbero per molti giorni il vento favorevole, ma giunti presso
l'isola di Lampedusa una tempesta li costrinse a ritirarsi
presso detta isola fin quando le condizioni del mare permisero
di proseguire il viaggio. Colpiti da una nuova tempesta furono
costretti a ripararsi nel porto di Trapani dove provvidero a
riparare i danni. Dopo alcuni mesi di permanenza a Trapani,
non potendo ancora partire, i cavalieri cristiani decisero di
affidare la SS. Immagine al console pisano che pose la
scultura nella chiesetta della Madonna del Parto e che avrebbe
provveduto ad imbarcarla sulla prima nave che si fosse diretta
a Pisa. Giunta l'occasione il console ordinò di
imbarcare la statua su una nave diretta a Livorno, ma il carro
trainato dai buoi, su cui era stata posta, invece di dirigersi
sul luogo d'imbarco, prese la via della terra ferma nonostante
i numerosi tentativi di correggerne il cammino. Lungo il
percorso intrapreso dai buoi, la Madonna fece molti miracoli,
dispensando grazie infinite fin quando, giunti davanti alla
porta della chiesa dell'Annunziata, sede dei Padri
Carmelitani, il carro si fermò e non fu più possibile
spostarlo. Ad assistere al miracoloso evento accorse
quasi tutto il popolo trapanese che, attribuendo l'accaduto
alla volontà divina, fece pressioni sul Console Pisano
affinché donasse la statua della Madonna alla suddetta
confraternita che la collocarono nella chiesa dell'Annunziata.
Da quel giorno
divenne una delle più importanti Immagini Sacre di cui il
popolo trapanese va fiero.
La statua é senza dubbio una delle più
belle immagini della SS. Vergine, non a caso Benedetto Gonone
a riguardo scrisse: "E' quest'Immagine marmorea di
tanta bellezza, che sembra sia stata scolpita dagli Angeli
piuttosto che dagli uomini", e il Conte di Vadalisca
aggiunse: "Vada in Paradiso chi la vuol vedere più
bella".
Alta circa due metri e pesante sette quintali é realizzata
in finissimo marmo orientale detto pario o nassio. Maria é
vestita con un lungo manto e regge con il braccio sinistro il
Bambino, mentre con il destro gli tiene la mano protesa in
avanti; ha il capo leggermente chinato a sinistra, verso il
Figlio che la guarda con espressione amorevole, mentre lei
pone lo sguardo in avanti come ad accogliere i fedeli venuti a
renderle omaggio. Sugli orli dei mantelli del Bambino e della
Madre erano dipinte in oro alcune frasi in lingua caldaica
(oggi scomparse probabilmente a causa dei fedeli che per
devozione baciavano la statua) che furono tradotte in seguito
da una comunità di armeni giunta a Trapani per rendere
omaggio alla Madonna. Sull'orlo del mantello del Bambino era
scritto: "Salutate il Signore che é grande, sebbene
piccolino; é, però, giusto e dolce". Sul petto e
sulla veste della Vergine stava invece scritto: "Ecco
l'Ancella del Signore", "Io credo che questa
é la gran Madre di Dio".
La venuta del Simulacro della Vergine segnò una nuova era
nella storia della città di Trapani: il culto verso la
Madonna si manifestò in tutti i campi, religiosi e civili.
Nell'architettura, nella scultura, nella pittura e nella
letteratura si riconoscono gli affetti per Maria SS..
La devozione verso la Madonna di Trapani è testimoniata
anche dai preziosi doni che nel tempo sono stati offerti da
marchesi, conti, cardinali, vicerè e altri che vollero
omaggiare la Vergine.
Fu incoronata due volte. La prima volta nel
1733, quando il Capitolo Vaticano della Basilica di San Pietro
donò le due corone d'oro. La seconda volta nel 1935. Tutti
questi preziosi doni, oltre quelli offerti dalla gente comune,
costituisce il tesoro della Madonna di Trapani.
Maria SS. di Trapani divenne presto la protettrice della
città ed i cittadini, devotissimi, ricorsero spesso al suo
patrocinio per essere liberati dalle pubbliche calamità.
Così nelle pestilenze, nei terremoti, nelle guerre, il popolo
trapanese ricorse alla sua Madonna e volle portarla entro le
mura per essere protetto ed averla vicina. Il più antico
trasporto avvenne l'11 ottobre 1527 in occasione dell'assedio
da parte della flotta francese: la sacra Immagine fu collocata
nell'ex Chiesa di Maria SS. della Luce, già San Giuliano.
L'ultimo trasporto si registra il 31 luglio del 1954 in
Cattedrale, in occasione dell'Anno Mariano.
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